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Esploratore Estremo www.mauriziodoro.it maur.doro@gmail.com

Intervista

    
    L'intervista
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    Maurizio eccoti ancora a prepararti per una nuova avventura, di cosa si tratta?
    Per alcune settimane nel periodo di luglio-agosto pedalare e pagaiare sarà il mio primario obiettivo lungo circa 500 Km di costa incontaminata dell’Alaska del sud quella che si affaccia sul Golfo dell'Alaska, un ampio braccio di mare dell'Oceano Pacifico.
    Seguendo un percorso immaginario partirò dal piccolo villaggio di Yakutat il 19 luglio e avanzando cercherò di superare tutti gli ostacoli che mi si presenteranno nell’esplorazione, parte in bici e camminando, parte utilizzando un piccolo e leggero canotto, cercando di arrivare al villaggio di Cordova in un paio di settimane.
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    Conosci già il percorso? E come sarà? 
    Qualche anno fa in una delle mie spedizioni in Canada ho saputo di 2 americani che hanno fatto questa avventura assieme, mi ha incuriosito ed eccomi qua.
    Il percorso non lo conosco, ma l’ho immaginato tanto che mi sembra di averlo già fatto. Il progetto non segue nessuna pista perchè non ce ne sono, seguirò solamente tutta la costa costeggiando il mare del Golfo dell’Alaska da est a ovest. L'itinerario comprende molti km di vari tipi di terreni e di spiagge che spero di fare gran parte pedalando e parecchi attraversamenti di baie, di innumerevoli insenature, di fiumi e torrenti che farò con un piccolo canotto dove caricherò materiale e bici.
    Manderò piccoli messaggi e aggiornamenti costanti sulla mia posizione in diretta durante tutta l’esplorazione utilizzando un trasmettitore satellitare e chi vorrà potrà così vedere in ogni momento il luogo preciso in cui mi trovo sulla mappa di Google entrando nel mio Blog.
    http://www.maurizio-doro.blogspot.com/ -------------------------------------------------------------------
    Dove trovi l’energia, la curiosità di provare un’esplorazione-avventura di questo tipo, la voglia di metterti ancora una volta in gioco?
    Mi piacciono le sfide di ogni tipo, forse perché sono un gran curioso e voglio vedere cosa c’è oltre, mi sento ancora vivo e l’entusiasmo ogni volta è quello di sempre, quello delle prime uscite, nulla in me si è atrofizzato. Mi sento così ogni giorno anche nel quotidiano.
    Il bambino dentro è ricco di energia da consumare, ma c’è anche una grande consapevolezza ed esperienza che si è creata con lo scorrere delle stagioni.
    Queste 2 sfere corrono parallele e il risultato è una grande emozione quando raggiungono lo stesso traguardo. Sono vibrazioni forti ed esperienze importanti che voglio donare e trasmettere ai miei figli. -------------------------------------------------------------------
    Un’avventura, quasi impensabile-impossibile, come nasce Naturaid “La traccia immaginaria”
    Ho fatto molte gare, alcune facili altre molto difficili, tutte importanti, tutte sono state necessarie a nutrire la mia sete di emozioni.
    Ma tutte le gare limitano la propria fantasia, ti sono servite su un vassoio, più danno info e sicurezza più ti privano della gioia di scoprire il tuo limite massimo. Non è la “tua” avventura. C’è un percorso costruito da altri, ogni indicazione ti viene data nei dettagli, ti viene suggerito come vestirsi, come mangiare, chi e cosa c’è lungo il percorso. Pochi concorrenti fanno questo tipo di gare in solitaria, ma procedono in copia o addirittura in piccoli gruppi. Così viene a mancare la vera conoscenza della propria capacità a 360°. L’elemento predominante è la preparazione fisica. Queste sono le gare. Io sono un organizzatore di eventi avventurosi (http://www.naturaid.com/) mi diverto tantissimo perché vado in esplorazione spesso in solitaria, ed ho capito che quando si partecipa a degli eventi avventurosi anche se spettacolari e molto difficili sicuramente vieni privato di qualche cosa oggi poco conosciuto, che si chiama esplorazione. E qui entriamo in un’altra dimensione. Nell’esplorazione non c’è nessun altro su cui contare che te stesso, la solitudine è assoluta, la paura, l’imprevisto e l’incognita sono la parola d’ordine. Nessuno ti può aiutare e più sono nuove, sconosciute e primitive, meno sono le informazioni che si trovano e più è necessario attingere alla propria esperienza e capacità totale interiore, non solo atletica. La preparazione fisica incide del 30% il resto è psiche.
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    Abbandonare la sicurezza del quotidiano, ma chi te lo fa fare?
    E’ un richiamo, esperienza all’esperienza ed ecco il mio richiamo, un sottile sibilo che probabilmente pochi sentono e ne sono attratti. Nell’esplorazione è contenuto tutta l’esistenza sacra dell’uomo, l’incertezza, il dubbio, la fiducia, la gioia, la convinzione, l’onnipotenza, la paura, la fatica, il dolore, la sofferenza, l’abbandono, la fragilità, la forza, il comando, il coraggio, la testardaggine, l’orgoglio, il bambino. La paura di essere sempre ed in ogni momento soli al mondo e cercare a tutti i costi un obiettivo che ci liberi dall’angoscia delle primordiali domande che mai hanno dato risposta e che probabilmente e forse fortunatamente mai avranno risposta: “chi sono? da dove vengo?”. Io credo che quando si riesce a  conoscere il più possibile di queste emozioni arrivi l’amore per la vita.
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    Hai pianificato il tuo percorso? Quanti km conti di fare ogni giorno?
    Non so quanti km percorrerò al giorno, perché molte sono le incognite e i tipi di terreno che incontrerò sicuramente quando farò molta strada di giorno, mi fermerò con la luce per sistemare e riordinare le mie cose e recuperare il più possibile le energie per quando farò poca strada e magari sarò costretto a continuare anche di notte.
    Questa sarà una vera esplorazione, non so cosa si nasconde dietro l’angolo. Dovro’ affrontare la natura completa, vento, pioggia, freddo, pedalare sulla lunga costa fatta di sabbia, ghiaia, roccia, detriti, fango, attraversare fitti boschi, paludi, fiumi, torrenti e baie convivendo con le onde fredde dell’oceano.
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    Un ambiente ostile e difficile, ti servirà molto materiale. Cosa porterai?
    Con me avrò pochissimo materiale, il puro necessario come vestiario, pochissimi capi leggeri ma caldi e impermeabili. Spesso sarò bagnato fradicio ed è necessario che i vestiti siano sintetici perché si possano asciugare velocemente con il fuoco che accenderò per scaldarmi perche sarò sempre umido-inzuppato bagnato dall’acqua dell’oceano, dalle piogge e dall’umidità.
    Non avrò la tenda, ma un piccolo telo sottile, leggerissimo ma molto resistente.
    Anche la bici sarà leggera, montata solamente all’essenziale, senza freni e cambio.
    Tutto ridotto alla purezza e al minimo per una progressione “agile e veloce”.
    Sarà una vera lotta alla sopravvivenza.
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    Cosa porterai con te come alimentazione?
    Avrò con me viveri sufficienti per 2 settimane. Buste di cibo disidratato come paste, verdure, carni, dovrò solamente aggiungere un po d’acqua calda nella busta di alluminio ed aspettare 5 min prima di mangiarle. L’acqua è un elemento indispensabile per la sopravvivenza, ma sicuramente uno degli elementi più pericolosi che si trova in natura se non trattato. Io utilizzerò un piccolo filtro ai carboni attivi e ioni d’argento, molto leggero e pratico che mi permette di depurare l’acqua dei torrenti, fiumi e paludi in poco tempo e renderla potabile.
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    Sarai ancora una volta solo?
    Si, mi piace, perché non potrò contare su nessuno e tantomeno imbrogliarmi, saprò realmente cosa sono in grado di fare. Sarò completamente isolato e non avrò mezzi di appoggio, ma avrò un trasmettitore satellitare che invierà costantemente la mia posizione e tutti da casa davanti ad un PC potranno vedere il luogo in cui mi trovo e la mia progressione giornaliera sulla mappa di Google collegato al mio sito web http://www.mauriziodoro.it/
    Questo sarà l'unico cordone ombelicale che mi tiene collegato agli amici.
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    Noi siamo abituati a lavorare, divertirci, stancarci per poi aspettare la notte per riposarci tranquillamente dopo un sonno tranquillo sotto le nostre coperte calde e profumate. Come fai invece tu a riposarti in situazioni cosi incerte e in mezzo agli orsi greezly?
    Sicuramente sarà un periodo della mia vita di assoluta ed estrema incertezza. L’uomo nella nostra vita ha un continuo bisogno di affermarsi circondandosi di materiale e cose belle e vivere nella certezza perché ci da sicurezza e tranquillità, vivere nello schema classico, conoscere molto bene gli orari, il lavoro, il tempo, le stagioni, la strada, la velocità, la distanza.
    L’incognito fa paura e crea squilibrio.
    A me piace questo stadio tra il si e il no.
    In me è come se ci fossero 2 persone, una abituata ad un tipo di vita classico, l’altra che si fa assorbire dal buco nero dell’ignoto e vive nella completezza dell’istinto alla sopravvivenza.
    I miei campi dopo una giornata, magari passata camminando e spingendo la bici in una palude o smontando e rimontando la bici sul canotto non saranno in tenda ma fatti di un unico telo che mi copra dall’umidità e una zanzariera per difendermi da questi milioni di fastidiosissimi animaletti. Cucinerò e metterò molto lontano o addirittura sugli alberi tutto il cibo e qualsiasi cosa profumata che possa attirare qualche orso, e qui ce ne sono moltissimi. Dormirò sul piccolo canotto, chiuso nel sacco piuma, aspettando la luce del giorno dopo e il ritorno delle forze per riprendere l’incontro con la solitudine.
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    Un'ultima domanda! Hai fatto molte esperienze ed esplorazioni alcune veramente uniche, e sembra che tu possa decidere cosa scegliere di fare, ma tu hai ancora un grande sogno nel cassetto?
    Ho un grandissimo sogno da sempre, inconsciamente nato ancora quando ero bambino e facevo le vacanze estive in un piccolo paesello di montagna dai nonni. Quando passeggiavo sui sentieri scappavo dalla mano del nonno per correre nei prati ed inoltrarmi nel bosco. Il nonno non riusciva a rincorrermi e a fermarmi. Mi ricordo un giorno in una di quelle passeggiate, ero scappato via e mi ero perso tra la vegetazione fitta, sono rientrato a casa dopo diverse ore tutto graffiato e sanguinante, ho ancora un segno indelebile sulla gamba sinistra lasciatami da un filo spinato. Con gli anni questo istinto avventuroso si è sviluppato come alla  Giulio Verne, ci ho pensato tanto che quasi 10 anni fa lo stavo per realizzare “il sogno nel cassetto”. Dentro di me c’è ancora e qualche volta tenta di perseguitarmi nella mia esistenza, ma ho deciso che rimarrà per sempre un bellissimo sogno con cui ora gioco. Quando viene a trovarmi nella mia mente lo penso intensamente e mi ci metto dentro come se fosse reale, lo modifico ogni volta nel percorso e nella sua realizzazione mi diverte come un video games. Ma  ora per rispetto ai miei figli Andrea e Greta, rimarrà sempre dentro di me ed ho deciso che non lo realizzerò mai. Non voglio privarli di un importante appiglio per la vita e voglio che loro abbiano un papà se possibile per molto tempo.
    LA VITA E’ UN’AVVENTURA
    Un abbraccio a tutti Mauri
    
    Ospitalità spartana
    

5 commenti:

  1. L'ultima parte del sogno nel cassetto è da brividi!!!!!! Sei un grande uomo. Ciao Mauri, ci si vede in Sardegna (MAssimo BS)

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  2. Giorgio Alpbike3 luglio 2011 21:55

    In bocca al Lupo e buon divertimento....
    dai 12 Naturaider Sard........elloni

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  3. Sono belle malattie queste, per fortuna. E per fortuna e' un male incurabile. Sei pronto? Inutile dire che verrei ad accompagnarti !!!
    CIAO A TE
    Mario (MI)

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  4. Grande Mauri!!!!!
    In bocca al lupo ( ehm......metaforicamente eh!!!! :-) )
    Io sono in partenza per il Madagascar, ma senza la mia amata MTB. Vado in avanscoperta per un eventuale prossimo tour!!! magari da Naturaider!!! :-)
    stammi bene, Werner

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  5. ciao Maurizio, mi fa sempre piacere seguirti. Auguri per la tua nuova avventura in Alaska, ciao Milva

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